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Dedicato a chi ama le uova … e a chi con questa ricetta inizierà ad amarle.

Il tuorlo fritto è stato reso famoso dallo Chef Carlo Cracco, ma in realtà questa ricetta è conosciuta da molto tempo in quanto utilizzata spesso per accompagnare delle tartare di manzo.

Ma anche i non amanti della carne cruda possono approfittare di questa semplice bontà, anzi, a mio parere l’uovo è maggiormente valorizzato se accompagnato da verdure, pane tostato, o posto in un nido … commestibile.

Cracco lo ha proposto appoggiato a spinaci saltati in padella e arricchiti da uvette e pinoli, io l’ho servito in un nido di purè di patate al prezzemolo con gli immancabili asparagi (eh … siamo in primavera). Oddio … che ho fatto ? Mi sono confrontata con Cracco ? Come ho osato …

Comunque, se volete osare anche e voi e cimentarvi con un piatto “alla Cracco”, vi informo che in realtà la sua preparazione è assai semplice.

Ci occorrono :

1 tuorlo d’uovo

abbondante pane grattugiato (e qui torna utile il pane avanzato che abbiamo pazientemente grattugiato e conservato … non si butta via niente !)

olio di semi di arachide per friggere.

Tutto qui.

Iniziamo sgusciando le uova e separando il tuorlo dall’albume (con gli albumi possiamo preparare delle piccole crepes … come indicato nella categoria ”noi non sprechiamo).

Facciamo scivolare il tuorlo in una ciotolina con il fondo coperto di pane grattugiato. Versiamo altro pane grattugiato fino a coprile per bene il tuorlo.

Lasciamolo riposare 30 minuti fuori dal frigorifero e poi almeno un’ora e mezza in frigorifero.

Poniamo a scaldare in un padellino abbondante olio di semi.

Recuperiamo il tuorlo con un cucchiaio (o forchette da servizio facendo attenzione a non romperlo) e scuotendo delicatamente l’eccesso di pane, facciamolo scivolare nell’olio caldo.

Basteranno due/tre minuti di cottura, il tempo di rendere la panatura bella dorata.

Scoliamolo dall’olio, posiamolo su carta assorbende (o il classico sacchetto del pane recuperato) e portiamolo in tavola ben caldo. Saliamolo all’ultimo momento.

Quindi, come accompagnare questa delizia ?

Io ho preparato un classico purè di patate che ho insaporito con un poco di prezzemolo tritato (ma è facoltativo, come pure l’aggiunta al purè di una puntina di aglio finemente tritato) , e ho creato un piccolo nido per il tuorlo fritto.

Ho accompagnato il piatto con alcuni asparagi semplicemente bolliti in acqua salata (tenuti al dente, mi raccomando) così da potere immergerli, dopo avere rotto la crosticina di pane, nel tuorlo cremoso e caldo trattenuto dal nido di soffice purè.

E’ una autentica delizia !