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Finalmente il 10 agosto è arrivato ! Dopo una notte insonne (tanto per cambiare ….) alle 4 del mattino, con l’auto piena all’inverosimile e,  giusto per non farci mancare niente, le mountain bikes montate sul tetto, partiamo.

Prima sosta a Luzzara dove carichiamo Benedetta, mia nipote, dotata giustamente dei suoi bagagli. Maurizio ha un momento di esitazione e mi domanda, pur sapendo già la risposta: “ma davvero ci serve tutta questa roba ?”. Rassegnato comincia a incastrare valigie, trolley, beauty case, la borsa con le mie pentole, resistendo agli attacchi di mia madre che ci offre  ” …. un sacchetto di pomodori del suo orto … qualche vaso di conserva fatta in casa … verdure varie … i pomodori datterini …” 

Quando, non so come, tutto il bagaglio è caricato e tutti sono seduti in auto, partiamo ….     

La mia voglia di arrivare è tanta che non sento nemmeno la stanchezza ma … non ho fatto i conti con le società che gestiscono le autostrade e le società che gestiscono gli autogrill!

Quando per percorrere poco più di 500 km impieghi quasi 9 ore, converrete con me che qualcosa non funziona! O stai viaggiando a piedi o … viaggi su strade, anzi autostrade gestite da dementi.

Ci stiamo ancora chiedendo, infatti, il perché della prima interminabile colonna, all’altezza di Venezia, quando la carreggiata ha iniziato a restringersi, passando da tre corsie a una (UNA !!!) a causa del cartello luminoso che informava l’uscita obbligatoria in  direzione Trieste. Mentre Maurizio faceva slalom tra le auto io (e tutte le donne sedute di fianco al posto di guida) consultavo freneticamente la cartina per capire che strada avremmo dovuto prendere una volta fuori dall’autostrada.

Poi, proprio all’altezza dell’uscita OBBLIGATORIA, mentre alcuni addetti dell’autostrada, con calma, si accingevano a spostare i coni -barriera, abbiamo scoperto, increduli, che non era necessario uscire ma potevamo proseguire tranquillamente sulla stessa autostrada.

Quindi, una colonna di kilometri …. per niente.

Poi, dopo circa 4 ore di macchina, le donne lo sanno bene, è necessaria la pausa-pipì.

Autogrill.

Ecco, io eviterei gli autogrill come la peste, sono i posti più brutti e meno accoglienti che si possano immaginare, con addetti spesso (molto spesso) sgarbati, insofferenti alla calca di viaggiatori che stanchi cercano un piccolo ristoro negli unici posti possibili su un’autostrada.

Bene, parcheggiamo a fatica tra centinaia di altre auto, e rassegnati ci avviamo all’interno dell’autogrill … che non abbiamo mai raggiunto. La fila arrivava fuori dalle porte di ingresso.

Abbiamo ripiegato su uno shop vicino alle pompe di benzina. Una cosa più vecchia e squallida non poteva esistere. Dopo un caffè preso ad un distributore automatico abbiamo cercato i bagni. Quelli all’interno erano CHIUSI , così abbiamo trovato all’esterno una toilette (… si fa per dire) ovviamente con fila in attesa. Quindi, in fila, uomini, donne e bambini, tra cartacce, lattine, resti di panini ( a dimostrazione di quanto sono stati trovati buoni …) abbiamo atteso di entrare in una latrina, sporca e puzzolente.

Finalmente ripartiti, amareggiati per la situazione vissuta, ci siamo lanciati in discussioni sullo stato delle autostrade italiane … detto fatto. Altra colonna, ancora fermi.

Più tardi abbiamo saputo di essere stati nominati ai TG nazionali. C’eravamo anche noi nei 18 km di coda sull’autostrada verso Trieste !

Finalmente siamo giunti al bivio ed abbiamo curvato, sollevati, verso Udine.

Da lì in poi siamo andati via “lisci” ma vi confido che ho rivolto agli amministratori delle società che gestiscono autostrade ed autogrill pensieri non esattamente amichevoli. L’aggettivo più pacato che ho usato, tra i tanti dedicati, è stato : INCAPACI !

Altra pausa in stazione di sosta in Austria (un altro mondo!) e poi via verso Mauterndorf.

Ovviamente, come tutti gli anni, al nostro arrivo piove.

Dopo il caldo patito nelle ultime settimane a casa, quella pioggerella fine è quasi una benedizione.

E finalmente … eccolo il nostro (magari!) chalet !

Scendiamo dall’auto e nell’aria fresca percepisco già i profumi della montagna : è un rilassante naturale che mi predispone automaticamente alla calma e alla tranquillità. Anche scaricare e sistemare i quintali di bagaglio non è un problema.

Entro in casa e la mia (… come sopra, magari !) cucina mi accoglie : sarà il mio regno per i prossimi 15 giorni.

Sistemiamo le nostre cose, piazzo le mie due pentole in cucina e siamo pronti per andare a fare la spesa. Sì, qualcuno mi ha chiesto, guardandomi in modo strano,  perché cavolo mi porto due pentole da casa quando posso contare su una cucina attrezzatissima : cosa volete farci, visto che in vacanza posso cucinare con tranquillità mi piace potere utilizzare due “strumenti” con cui sono particolarmente affiatata.

Nel pomeriggio, fatta la spesa, consumato uno spuntino veloce, riposino nei letti con piumino e poi passeggiata lungo il torrente. 

Ci aggiorneremo nei prossimi giorni dove vi terrò aggiornati sui dettagli … gastronomici, ora … si dia inizio alla vacanza !!!!