Anche questa è una gran ricetta …..

Lo dico seriamente, per voi dubbiosi che avete guardato un pò scettici la foto e commentato, magari anche ad alta voce ” … tutto qui ?”.

Fidatevi : la polenta fritta è una di quelle cose che renderanno felici tutti i vostri ospiti ,  e dico tutti  !

C’è solo da sopportare un poco di odore di fritto … ma cosa volete che sia in cambio della soddisfazione nel vederla sparire , in batter d’occhio anche da quella amica sempre a dieta e sempre lì a contare   quanto burro o olio abbiamo messo nei piatti.

La beccherete lì, con le dita un pò unte, e il sorriso felice .

Bene, cosa ci occorre allora :

  • polenta fredda, magari avanzata dalla sera prima
  • olio per friggere
  • sale nè grosso nè fine ….
  • carta assorbente da cucina
  • un cola pasta

Tagliamo dal nostro blocchetto di polenta delle fettine ( o losanghe, o cubetti) e posiamoli su uno strofinaccio pulito. La polenta è molto umida , cerchiamo un poco di asciugarne almeno la superficie per evitare gli schizzi d’olio.

Mettiamo a scaldare in una casseruola abbondante olio. Io lo uso di semi. So che l’olio evo è molto meglio, ma per una frittura di questo tipo , con il calore forte che sigilla subito la superficie della polenta e non penetra all’ interno , direi che unn buon olio di semi di mais ( o quello che preferite voi) può andare.

Accanto alla casseruola dell’olio prepariamo uno scolapasta con un poco di carta da cucina sul fondo.

Chiudiamoci in cucina, apriamo le finestre, azioniamo la ventola della cappa al massimo e …. si parte !

Poniamo a friggere le fettine di polenta poche alla volta : per non abbassare troppo la temperatura dell’olio e perchè non si attacchino l’una all’altra. Se succede, che si attacchino, non preoccupiamoci troppo, una volta dorate le scoleremo così “abbracciate”.

Lasciamo dorare le polentine girandole con la schiumarola ( o il ragno).

Scoliamole e trasferiamole nello scolapasta.  Copriamo con altra carta da cucina e porcediamo nella frittura.

Continuiamo così, formando degli strati divisi dalla carta da cucina assorbente , nello scolapasta.

Bizzarra idea , dirà qualcuno.

Non proprio.

Lo scolapasta è forato e quindi naturalmente aerato e il vapore formato dalle polentine bollenti potrà uscire e non restare chiuso e rendere molliccia la nostra fettina che deve, invece, essere bella croccantina all’esterno . La carta da cucina assorbirà l’eccesso di olio e manterrà anche calde le fettine, poste così, tutte insieme.

Una volta ultimata la frittura, disponiamo le polentine su un piatto da portata (io lo copro di carta gialla …. che assorbe e fa anche scena), saliamole e salutiamole per l’ultima volta.

Il tempo che abbiamo posto in sicurezza la casseruola dell’olio e tolto il grembiule saranno sparite.

Ah … la domanda che mi farete : ” cosa vuol dire,  sale nè troppo grosso nè troppo fine ?”.

Io acquisto il sale marino grosso iodato , ne pongo qualche cucchiata tra due strofinacci e lo pesto un pò con un batticarne.

Alla fine sentiremo un poco il croccante del sale ma il nostro cibo sarà meno salato che usando il sale fino.

Uso il sale  così  tritato anche sul bollito : meraviglioso !