Pochi giorni dopo il ritorno dalle vacanze ….  avrete tutti capito che le abbiamo trascorse tra le montagne austriache, mi ha colpito, acuta, la nostalgia dell grostl di patate e, quando la nostalgia chiama … la cucina risponde !

Quindi, nonostante i 32 gradi di temperatura esterna (in cucina, tra i fornelli, qualcuno in più) mi sono messa di buona lena a preparare il grostl di patate che spesso gustavamo in montagna.

Ho usato :

  • 600 gr di patate
  • 2 cipolle
  • 200 gr di speck morbido in una sola fetta (con la sua parte di grasso)
  • olio
  • burro
  • sale
  • pepe
  • cumino ( facoltativo)
  • erba cipollina o, in alternativa, prezzemolo.

Ho lessato, partendo da acqua fredda le patate, salandole una volta giunte a bollore. Le ho lessate per ca 10/12 minuti. Lo ho scolate e le ho lasciate raffreddare.

Nel frattempo ho sbucciato e tagliato a fettine le cipolle; ho scaldato olio e un poco di burro in una padella capiente e le ho fatte appassire a fuoco dolce. Una volta pronte le ho ben scolate dal grasso e le ho messe da parte.

Ho sbucciato le patate e le ho tagliate a fette. Ho aggiunto un altro poco di olio e burro nella stessa padella dove avevano rosolato le cipolle e vi ho messo le patate. Le ho saltate a fuoco vivace fino a quando hanno formato una bella crosticina dorata. Ho quindi unito le cipolle, le fettine di speck (deve appena prendere colore, non cuocere troppo).

Ho quindi aggiuntato di sale, pepato generosamente (nella ricetta realizzata a casa non avevo il cumino) e spoverizzato di erba cipollina.

Ho servito in tavola direttamente dalla padella e accompagnato con una bella birra fresca.

La ricetta originale prevede che il piatto venga ultimato con un uovo , per ogni commensale, fritto nel burro e posato sulle patate.

Il 28 agosto, a Roteglia,  non ho osato tanto, ma vi assicuro che questo tocco finale merita davvero !

 

Al di là della mia nostaglia per le montagne, questo piatto rustico e molto semplice, ma anche molto saporito e nutriente ( … mi raccomando…. l’uovo…) è conviviale quanto la nostra polenta.

Immaginiamo la grande padella al centro del tavolo, tutti gli amici o la famiglia intorno, e ciascuno si serve della sua porzione, senza formalità e in allegria.

Accompagnamo con del pane nero o integrale, buona birra fresca e aspettiamo di vedere qualcuno che con la forchetta va a cercarsi in fondo alla padella i dadini di speck o le patate più dorate.

Lo abbiamo detto : è un piatto conviviale, che fa allegria , quindi …. per una volta il galateo dimentichiamolo fuori dalla porta.

Fatemi sapere ….