DSCN1987

DSCN1986

DSCN1984

C’era una volta il tosello … o tosone o, per chi non è di queste parti (zona di produzione del Parmigiano Reggiano), quei piccoli ritagli ottenuti dalla rifinitura delle forme, appena inserita nei loro stampi in legno. Durante quella fase di “lavorazione” il Mitico formaggio è ancora morbido e le abili mani del casaro ne rifiniscono il bordo esterno superiore al fine di dare alla Parmigiano Reggiano una forma perfetta.

Allora, quando ero piccola io, cioè “parecchi” anni fa, i ritagli di tosello erano ritenuti scarti e spesso regalati dalla gentile casara a quelle madri che faticavano a sfamare la famiglia le quali trovavano sicuramente il modo di “aggiustarlo” per bene e portare a tavola qualcosa di nutriente.

Ricordo che l’andare al casello insieme a mia mamma era per me una festa.

Pedalavo veloce sulla mia biclettina azzurra sullo stradello che conduceva al caseificio.

Mi piaceva osservare gli acquisti fatti : formaggio Parmigiano Reggiano “da radar” (da grattugiare)immancabile presenza sulla nostra tavola, formaggio meno stagionato da gustare come secondo, l’immancabile burro (bello, giallo e profumato) e, occasionalmente “quello speciale”, il formaggio da utilizzare per il ripieno dei cappelletti, minimo 30 mesi di stagionatura (minimo) oggetto di lunghe disquisizioni tra mia madre e la casara.

Mentre le donne discutevano sul prezioso ripieno dei cappelletti, io mi aggiravo curiosa per le grandi sale del caseificio. Speravo di trovare il casaro intento a ritagliare il tosello certa che me ne avrebbe regalato qualche strisciolina. Il che, accadeva praticamente sempre e io felicissima di questa leccornia (non fatemi pensare alle merendine di adesso) me la gustavo piano piano per farla durare più a lungo e infine raggiungevo mia mamma che mi ripuliva seccata le manine unte e poi via, ritornavamo a casa con le nostre biciclette. Pedalavo allegra, avevo i codini al vento ed ero più felice che mai.

E’ con sorpresa che ho notato che talvolta il tosello si trova in vendita.

E’ confezionato in igieniche buste di plastica sottovuoto e il suo prezzo non ne fa un cibo da regalare ai meno abbienti.

Nonostante queste profanazioni, non resisto mai ad acquistarlo.

Talvolta, golosamente, lo mangio così com’è, appena uscito dal sacchetto, ungendomi ben bene le mani, ma più spesso lo preparo per la mia famiglia e allora lo vesto da formaggio “importante” servendolo così.

Tengo il tosello in frigorifero fino all’ultimo momento.

Scaldo una piastra o una padella antiaderente.

In un pentolino scaldo, per ogni persona e per circa 100 gr (circa) di tosello a testa : 1 cucchiaio di olio evo, 1 acciuga sott’olio e una nocina di burro. Faccio sciogliere le acciughe a fuoco dolce mescolando con un una forchetta per ottenere una salsina cremosa.

Appoggio il tosello ben freddo sulla piastra rovente: appena inizia a fondere lo giro e scaldo anche dall’altro lato.

Con una paletta trasferisco il formaggio quasi completamente fuso sui piatti individuali, verso un poco di salsa all’ acciuga e servo ben caldo. 

Pane leggermente tostato … e gustiamo questa semplice meraviglia.

E una volta … era uno scarto.