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Il sugo d’uva, conosciuto anche come “i sughi” è un dessert che si preparava quando il termine “dessert” non era nemmeno contemplato.

In campagna, dove sono nata e cresciuta, l’occasione della vendemmia era l’occasione per ricavare qualcosa di buono e gustoso anche con l’uva normalmente utilizzata per il vino. Se le inventavano tutte … e devo dire che sono piatti rimasti , se non nella storia, sicuramente nella memoria del cuore di chi li ha mangiati.

Gli ingredienti, naturalmente, sono assai semplici :

- 1 litro di mosto d’uva

- 100 grammi di farina bianca

- 100 grammi di zucchero

facoltativo, ma secondo me ci sta benissimo :

- cacao amaro in polvere, circa tre cucchiai.

Chi non possiede una vigna, e non ha amici o conoscenti che possono procurare loro alcuni grappoli di uva da vino nera, può recarsi in una Cantina e chiedere direttamente il mosto.

Altrimenti, da tre/quattro grappoli grandi di uva nera (ben lavati … ma questo è ovvio), stacchiamo i chicchi e poniamoli in una pentola dal fondo spesso.

Facciamo cuocere fino a quando i chicchi saranno tutti aperti, e lasciamo bollire alcuni minuti. A Luzzara questo procedimento viene chiamato “carpada” quando cioè i chicchi d’uva sono tutti spaccati (crepati) e lasciano uscire il succo.

Filtriamo il succo ottenuto attraverso un colino schiacciando bene con un cucchiaio tutti i chicchi.

Poi procediamo in questo modo :

stemperiamo in una casseruola la farina, lo zucchero (ed eventualmente il cacao) con alcune cucchiaiate di mosto d’uva. Poniamo sul fuoco medio.

Uniamo il restante mosto mescolando per non fare formare grumi. Portiamo a bollore mescolando come per fare un budino … ed in effetti otterremo, dopo avere lasciato sobbollire alcuni minuti, un budino d’uva bello denso.

Versiamolo in coppette o bicchierini e lasciamolo intiepidire. Riponiamolo poi in frigorifero a raffreddare.

Il sugo è pronto e buono già così, ma possiamo servirlo arricchito da riccioli di cioccolato bianco, piccole meringhe, una spolverizzata di zucchero a velo oppure … spolverizzata la superficie di zucchero, spruzziamo un poco di grappa ( o cointreau ) calde e flambiamo. Veramente scenografico !     

  

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