Se non è per niente facile destreggiarsi tra cene con amici, dopocena di auguri, grandi pranzi di famiglia, cenoni, tombolate e brindisi … è ancora meno facile gestire la grande quantità di piccoli avanzi che ci troviamo disseminati per la cucina e per la casa dopo queste interminabili feste.

Non per niente, in “Avanzo a chi ?” ho definito queste situazioni “The Day After”.

Premetto subito che adoro tutto ciò che accompagna la grande Festa del Natale.

A Ottobre inizio a pensare ai regali, Novembre mi trova impegnata a comporre i menù per le cene con amici e parenti e a stilare numerose liste che invariabilmente imbosco da qualche parte e che devo poi rifare più volte. A Dicembre sono finalmente pronta per assemblare decori, coordinare i colori di tovaglie e stoviglie, occuparmi di spese e balocchi.

Ma nonostante il mio entusiasmo, quando la porta si chiude dietro l’ultimo ospite, vengo presa dallo sconforto.

La mia piccola cucina sembra devastata da una esplosione (da qui la definizione The Day After … ) : il cestino del pane, che nessuno ha toccato, traballa sul coperchio della pentola in cui restano poche cucchiaiate di purè di patate, nel grande piatto da portata posato sulla pentola del brodo giacciono, tristemente velate alcune fette di zampone e un mucchietto di fagioli.

E il frigorifero … non è messo meglio : una terrina da cui tracima la carne del brodo, il resto di un arrosto, tagliatelle già cotte ma non condite (ne ho lessate troppe come al solito … ),  formaggio avvolti alla meglio, ecc … ecc …

Come se non bastasse, dal tavolo da pranzo occhieggiano due fette di pandoro, un po’ di panettone e i soliti tre pezzi di torrone che, non può mancare sulla tavola di Natale (il torrone), ma poi non lo si finisce mai.

Uffa.

In quel momento il mio unico desiderio è barcollare fino al divano e sdraiarmici soddisfatta per addormentarmi dopo tre-minuti-tre davanti alla tele.

E invece no.

Tutta quella “devastazione” che giace in cucina è tutto cibo che può essere riutilizzato e, soprattutto, trasformato in nuovi gustosi piatti così da non sprecarne nemmeno una briciola.

Quindi con un grande, grande sospiro rientro nella mia cucinetta a mettere in sicurezza i miei avanzi.

E poi, diciamolo, è molto più difficile recuperare i piccoli e frammentati avanzi piuttosto che riciclare, che so … un mezzo arrosto. Quindi con pazienza inizio a suddividere in vaschette tutto il surgelabile, proteggo e confeziono con pellicola e contenitori ermetici, sigillo con cura nei sacchetti originari panettoni, pandori, torroni, metto al fresco la frutta fresca e al caldo (su fa per dire … in realtà la chiudo in contenitori affinché non prenda aria) la frutta secca.

Una volta messo al sicuro il mio piccolo tesoro avrò tempo per pensare con calma a come trasformarlo e reinventarlo. Chi riconoscerebbe in quelle fragranti crocchette, soffice tiramisù, carpaccio di zampone o pollo in carpione i tristi avanzi di una cena? 

E sarà poi un grande piacere mettere alla prova la mia creatività in cucina e sapere di non avere sprecato buon cibo che merita sempre, e comunque, grande rispetto.